Quali scenari futuri per la formazione – educazione nell’era delle Intelligenze Artificiali

Prendo spunto dalla recente pubblicazione di due importanti Report di livello mondiale per provare a tracciare una ipotetica Mappa di quali potrebbero essere gli scenari futuri per le politiche di Formazione e di Educazione nell’era delle Intelligenze Artificiali (IA).
La necessità non è tanto quella di individuare un fabbisogno ormai condiviso in larga massima (potenziare l’acquisizione di maggiori competenze tecniche in materia e la capacità di adattarsi alla complessità dei nuovi cambiamenti) ma cercare di individuare un percorso concreto per superare il paradigma delle “competenze” del ‘900 e definire con chiarezza quale potrebbe essere il nuovo paradigma formativo-educativo da adottare nel nuovo Millennio per difendere e valorizzare la razza umana nell’ELIGERE FUTURO (scegliere il futuro).

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Le IA possono clonare le personalità umane?

Le IA ci permetteranno di andare oltre la morte? Ossia di clonare il nostro cervello e trasferirlo in un supporto digitale, così da permetterci una “nuova vita”?
E’ questa una delle domande che sempre più frequentemente si stanno ponendo per un futuro prossimo in cui le IA saranno il vero cambiamento della nostra esistenza (momento oramai non più così distante nel tempo).
Non sono poche, infatti, le “visioni” sull’evoluzione della razza umana che si concentrano sull’ipotesi se le IA potranno clonare le identità/personalità, ossia realizzare il back-up di un cervello (con i suoi ricordi e le sue peculiarità comportamentali), per poi trasferirlo in un nuovo soggetto (umanoide o androide che sia) che vada oltre la stessa morte fisica e, quindi, il tanto temuto oblio.

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Innovation Report 2018 di Talent Garden: al primo posto IA e Startup

Talent Garden fotografa nel suo Report 2018 i temi e i luoghi del dibattito sull’innovazione e sulle tecnologie che stanno cambiando il mondo. E qual’è il tema al centro dell’attenzione dei giovani talenti? L’Intelligenza Artificiale (IA), ovviamente.

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Anche gli studi legali iniziano a utilizzare Whatsapp e Facebook per ottimizzare i rapporti con i clienti

Non nascondo una certa soddisfazione nel riportare un articolo apparso recentemente sul Sole 24 Ore (il quotidiano di Confindustria, meglio conosciuto come il giornale degli avvocati e dei commercialisti) in cui si da per la prima volta conto della nuova tendenza degli studi legali nell’utilizzo di Whatsapp e Facebook per ottimizzare i rapporti con i propri clienti. Anzi, nello specifico, viene consigliato proprio dal Sole 24 Ore un maggiore uso delle App Social per efficientare i tempi di lavoro degli studi legali.

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Le funzioni di “Due Diligence” svolte dall’AI: cosa cambia per le professioni intellettuali

La “Due Digilence” (ossia il controllo di conformità normativa) è  uno degli ambiti funzionali dove l’Intelligenza Artificiale (AI) può dispiegare al meglio il suo potenziale, sgravando il committente da una mole considerevole di compiti essenzialmente burocratici, essendo in grado di analizzare milioni di pagine documentali in tempi ridottissimi. Ma se nella fase attuale può essere un valido aiuto per lo svolgimento di moltissimi incarichi in ambito aziendale, urbanistico, immobiliare e impiantistico, il suo potenziamento nel tempo renderà “inutile” l’apporto e la competenza di molte professioni intellettuali? Sarà l’AI a sostituirsi a notai, commercialisti, avvocati, architetti, geometri, ingegneri?

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Le professioni intellettuali nell’era dell’Intelligenza Artificiale (AI): le possibili regole per il futuro

Le professioni intellettuali non sono più “al riparo” dall’Intelligenza Artificiale (AI). La messa in discussione del ruolo all’interno del mondo del lavoro non è più per gli operai o la bassa manovalanza: tutt’altro. Sono proprio le professioni intellettuali a poter essere quelle più colpite.
Ormai tutti i rapporti recentemente rilasciati da istituzioni ed enti di ricerca vedono l’Intelligenza Artificiale (non i robot) come la principale antagonista dei ruoli professionali, poiché in grado di poter prendere decisioni in modo più rapido e valutando tutte quelle infinite variabili e scenari possibili che la mente umana non è in grado di affrontare (lavorando anche 24/7 e trattando in poco tempo miliardi di terabyte di informazioni).
Architetti e ingegneri, ma ancor prima commercialisti e notai possono essere tranquillamente sostituiti dall’AI.
La domanda non è più SE, ma semplicemente QUANDO.

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Cosa vuol dire oggi essere ARTIGIANO del digitale ed ECOLOGISTA della tecnologia

La percezione che comunemente si ha di color che si occupano di digitale o, in generale, di tecnologia, è quasi sempre quella del c.d. “nerd”, dello “smanettone” chiuso nel suo garage personale a produrre gadget e device che potrebbero … cambiare il mondo.

In realtà non tutto è uniformabile a questa categoria concettuale dello “smanettone garagista”. Anzi, molto spesso, l’ecosistema umano presenta tante di quelle variabili e declinazioni dell’essere, del sapere e del saper fare che è impossibile ricondurre il tutto in un unica fattispecie.

Non è però altrettanto semplice definire con chiarezza cosa voglia concretamente dire essere un Artigiano del Digitale e, in generale, un Ecologista della Tecnologia.

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