Cosa vuol dire oggi essere ARTIGIANO del digitale ed ECOLOGISTA della tecnologia

La percezione che comunemente si ha di color che si occupano di digitale o, in generale, di tecnologia, è quasi sempre quella del c.d. “nerd”, dello “smanettone” chiuso nel suo garage personale a produrre gadget e device che potrebbero … cambiare il mondo.

In realtà non tutto è uniformabile a questa categoria concettuale dello “smanettone garagista”. Anzi, molto spesso, l’ecosistema umano presenta tante di quelle variabili e declinazioni dell’essere, del sapere e del saper fare che è impossibile ricondurre il tutto in un unica fattispecie.

Non è però altrettanto semplice definire con chiarezza cosa voglia concretamente dire essere un Artigiano del Digitale e, in generale, un Ecologista della Tecnologia.

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ISOLE ROBOTIZZATE | I criteri di sicurezza lavoro secondo EN ISO 10218-2

Adeguare gli obblighi di sicurezza previsti dal TUSL ai nuovi cicli lavorativi robotizzati previsti da Industry 4.0. E’ ormai questo il mantra che sempre con maggiore frequenza si diffonde tra gli Artigiani del Digitale nel Mondo del Lavoro.
Sebbene il principio sia molto chiaro, al di là delle enunciazioni teoriche, non si è ancora consolidata una vera e propria cultura tecnica della sicurezza sul lavoro applicata ai cicli lavorativi basati sui robot, sugli algoritmi dell’intelligenza artificiale, sull’internet delle cose (IoT).
Vediamo allora quali sono le basi minime da cui partire e su cui impostare il DVR di situazioni sempre più diffuse come le c.d.”isole robotizzate“, prendendo in considerazione quanto indicato dallo standard internazionale EN ISO 102018-2, elaborato nel riconoscimento di particolari pericoli che sono presenti nei sistemi robotizzati industriali quando integrati ed installati in celle robotizzate industriali e linee produttive.

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ROBOT E SICUREZZA LAVORO | Richiesta alla Commissione UE una regolamentazione su macchine intelligenti al lavoro

Industry 4.0, ossia il rapporto tra Lavoratori e Robot, mette profondamente in discussione il concetto di sicurezza lavoro: sia se inteso come il diritto a non subire danni fisici e/o psicologici durante il ciclo produttivo, sia come diritto fondamentale ad avere un lavoro (ossia non essere sostituito da una macchina).
Uno degli ostacoli fondamentali al tentativo di gestire un processo di cambiamento così drastico (si parla di Rivoluzione Ubiqua poiché le macchine smart sono dappertutto nella vita quotidiana e lavorativa) è quello di dare un vero e proprio Status Giuridico alle Macchine Intelligenti, senza il quale non è possibile individuare il soggetto che assume delle responsabilità e risponde delle posizioni di garanzia delle sue azioni.
E’ per questo motivo che il Parlamento Europeo ha chiesto alla Commissione Europea di predisporre una specifica Direttiva in materia, partendo dalla Relazione del Maggio 2016 “Norme di diritto civile sulla robotica” (relatrice la deputata socialista lussemburghese Mady Delvaux) e il Rapporto “Il futuro del lavoro: la robotica” (documento di discussione dell’Agenzia Europea per la sicurezza sul lavoro EU-OSHA).

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ROBOT E LAVORATORI | Conflitto, cooperazione, protezione o estinzione della specie?

Non immaginavo di scatenare un confronto così acceso. Ne tantomeno quanto fosse sentito il tema. Sono moltissime le mail di commento e riflessione ricevute a seguito del precedente post sul cambio di paradigma” per la sicurezza lavoro, in un futuro ormai con i piedi nel presente. Non più “prevenzione” ma “protezione” del lavoratore da parte del Robot nel ciclo produttivo sottinteso da Industry 4.0 e dalla rivoluzione digitale.
Anche se poi tutti i contributi ricevuti si sono focalizzati, di fatto, sul futuro della razza umana e sulla potenziale estinzione della specie a causa dei Robot. Come anche sulla liberazione dai lavori di “manovalanza” e la destinazione del genere umano a un ruolo più “alto”, ossia quello a cui le macchine – per adesso – non possono adempiere: quello di porre domande. Ovviamente sino alla domanda finale sul senso stesso dell’esistenza o, di converso, sull’esistenza di un senso (e quindi di un suo progettista: destino, dio o alieno che sia …).
Avulso dal voler intraprendere un percorso ascetico da filosofo esistenzialista, come Artigiano del Digitale nel mondo del lavoro preferisco i piedi ben piantati per terra e le mani sporche del fare, dell’imparar facendo; anche quando sia necessario affrontare temi e dare risposte che forse, per adesso, risposte non ne hanno.
Vediamo allora a che punto è il dibattito più avanzato nel mondo del lavoro per quel che riguarda la compresenza nel ciclo produttivo di Robot e Umani e di come il cambio di paradigma sia la fonte primaria da adottare per poter governare il processo di cambiamento che le tecnologie stanno portando nel mondo della produzione e della creazione di valore. Continua a leggere “ROBOT E LAVORATORI | Conflitto, cooperazione, protezione o estinzione della specie?”

SMART SAFETY | Il cambio di paradigma per integrare la sicurezza sul lavoro con Industry 4.0

A ricordarci che in questo secolo sarà la realtà a superare la fantasia è il laboratorio Smart Production Lab della Volkswagen a Wolfsburg, dove per la prima volta è stata sperimentata nella catena di montaggio Industry 4.0 la cooperazione attiva tra un robot e un lavoratore umano.
Sino ad oggi, infatti, robot e umani hanno lavorato separatamente nel processo di montaggio, entro spazi di sicurezza ben precisi, non travalicabili né dall’uno (la macchina) né dall’altro (l’uomo).
Nello Smart Lab tedesco, invece, i due (l’uomo e il robot) hanno lavorato fianco a fianco, in una dinamica di montaggio in cui le mani metalliche supportavano il lavoro di quelle di biologiche (e viceversa). E se inavvertitamente il lavoratore-umano entrava nel raggio d’azione del lavoratore-robot quest’ultimo rallentava, sino a fermarsi, per proteggere la vita umana (Prima Legge di Asimov?).
Qual’è allora il nuovo modo d’integrare la sicurezza lavoro nei processi Industry 4.0?
I DVR così come li conosciamo, saranno davvero ancora funzionali alla riduzione dei rischi?

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ROBOT | Proposta UE per Status giuridico alle macchine

Per chi segue operativamente, dal punto di vista degli Artigiani del Digitale, le problematiche legate al mondo del lavoro (sicurezza, ambiente, privacy, welfare, ecc.) non può non segnalare un evento che certamente verrà indicato dalle generazioni future come un cambio di paradigma non solo nelle relazioni industriali ma nel modo stesso in cui sino ad ora abbiamo interiorizzato il concetto stesso di vita umana (lavorativa, sociale, esistenziale).
La Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, infatti, ha predisposto una relazione (ad oggi ancora non vincolante) sulla definizione di un vero e proprio stato giuridico per la robotica (ossia norme di diritto civile per le macchine).
Tradotto in termini artigianali: non persone, ma neppure oggetti inanimati.
Se dovesse passare questo principio, avremmo di fronte una vera e propria rivoluzione, non solo industriale, ma di tutto il sistema della prevenzione e della protezione dei lavoratori e dei cittadini. Continua a leggere “ROBOT | Proposta UE per Status giuridico alle macchine”

AUTO A GUIDA SEMIAUTOMATICA | Primo incidente e segnali per la sicurezza sul lavoro e nella vita quotidiana

Era atteso ed è arrivato. Le paure riemergono, scenari cupi si prospettano. Il primo incidente mortale, avvenuto durante un viaggio con un auto (TESLA) a guida semiautomatica ha riportato l’attenzione di tutta l’opinione pubblica, anche la meno interessata alla rivoluzione digitale, ai funesti effetti di una vita quotidiana dominata dal rischio di una fantomatica intelligenza artificiale che gestisce il nostro ordinario way of life.
Come accade per il calcio, una marea di allenatori in erba si è scatenata sui social network profetizzando sciagure e sventura, avendo buon gioco nel fomentare le paure citando i famosi scenari pessimistici holliwoodiani di Terminator, Blade Runner, Matrix, in cui il genere umano diviene schiavo, succube del potere consapevole delle macchine (come già accade nel mondo della finanza, dove oltre il 60% degli scambi viene gestito da potentissimi algoritmi digitali).
Eppure la sfida per noi Artigiani del Ditale è tutta qui: non demonizzare ma neanche sottovalutare.
Perché anche nel mondo dello smart working (Industry 4.0), ben presto ci troveremo a dover gestire non solo il conflitto occupazionale (umani vs robot) ma, molto più pragmaticamente, anche la sicurezza nei luoghi di lavoro nel sempre più stringente rapporto tra lavoratori e robot nel processo produttivo, sia per la prevenzione dagli incidenti che per la protezione dei lavoratori dalle azioni non controllate delle macchine.

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