Debutta in Estonia la prima Intelligenza Artificiale – Giudice per smaltire i micro contenziosi

Quello su cui avevo inizato a riflettere nel precedente post ha preso forma. In Estonia, il paese europeo che ha scelto la digitalizzazione come suo tratto distintivo a livello economico e culturale, è stato realizzato il primo esempio di Intelligenza Artificiale “Giudice”, ossia in grado di affrontare autonomamente le mico-conflittualità civili che, notoriamente, ingorgano tutti i tribunali mondiali. Solo dopo la sentenza, e comunque solo in pochissimi casi, sarà possibile fare appello a un giudice “umano” per annullare la sentenza della IA “Giudice”.

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Si può essere giudicati in tribunale da una Intelligenza Artificiale?

A decidere se un soggetto è recidivo o meno, e quindi deliberare se lasciarlo in prigione o concedere la libertà provvisoria potrebbe essere una Intelligenza Artificiale (IA) e non più solo un giudice.
Non è uno scenario di fantascienza ma una realtà attiva negli USA e in alcuni paesi europei dove si sta sperimentando con sempre maggiore frequenza l’uso delle IA nel supportare (per adesso) le decisioni di un tribunale.
Ma sono tantissime le realtà dei tribunali, anche italiani, dove progressivamente le IA stanno iniziando a supportare le decisioni dei togati o anche le linee difensive degli avvocati, sia analizzando precedenti sentenze che interrogando i social per trovare prova di specifiche azioni come, ad esempio, lo stalking.
Se le IA avranno l’obiettivo di snellire la burocrazia, allora ben vengano. Ma se la loro progettazione si dovesse basare su dati contenenti elementi di pregiudizio (il colore della pelle, l’etnia, le tendenze sessuali, ecc.), ci troveremo di fronte a un sistema giudiziario ben distante dal concetto di “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge“.

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L’etica delle Intelligenze Artificiali (IA) come fattore competitivo dell’Europa sul mercato mondiale

Inserire i principi di etica nelle Intelligenze Artificiali (IA) sin dalla fase di progettazione. Arrivare alla certificazione etica delle IA e renderla obbligatoria per tutte quelle impegnate in ambiti strategici per la pubblica amministrazione e i processi democratici. Utilizzare la sfera dell’etica delle IA e la loro certificazione come fattore competitivo dell’Europa sul mercato mondiale.Sono questi gli elementi che ritengo di maggior interesse nella recente deliberazione del Consiglio Europeo che approva e sostiene il documento della Commissione Europea Piano Coordinato sull’Intelligenza Artificiale.

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Le diagnosi delle IA affiancano il lavoro dei pediatri e risultano più efficaci

Come ricordato più volte, le IA andranno progressivamente a sostituire le professioni intellettuali poiché riescono a svolgere alcune funzioni computazionali in modo più efficace ed efficiente della mente umana.
Ecco un esempio concreto di come le IA affiancheranno (e poi sostituiranno) i medici (pediatri nel caso specifico) nel lavoro di diagnosi dei disturbi o delle malattie.
Il lavoro del medico non sarà più quello che oggi conosciamo.

Il pediatra con intelligenza artificiale nato dalla collaborazione Cina-Usa

Il contributo dell’Ordine degli Architetti di Perugia alle Linee Guida UE sull’etica delle Intelligenze Artificiali

Non ne posso essere sicuro, ma molto probabilmente l’Ordine degli Architetti di Perugia è l’unico (o sicuramente uno dei pochi degli ordini professionali italiani) ad aver inviato uno specifico contributo alla fase di consultazione pubblica delle Linee Guida della Commissione Europea sull’Etica delle Intelligenze Artificiali. Grazie alla visione lungimirante dell’Arch. Maria Luisa Guerrini (Presidentessa dell’Ordine) e al contributo operativo del Consigliere Arch. Paolo Moressoni, mi è stato chiesto di predisporre un testo da inviare alla Commissione UE per segnalare come, nelle predette Linee Guida sull’etica delle AI, fossero assenti chiari indirizzi in merito alla difesa delle Professioni Intellettuali creative, o comunque della creatività in generale (probabilmente l’unica frontiera che distinguerà l’umano dall’artificiale).

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Quali scenari futuri per la formazione – educazione nell’era delle Intelligenze Artificiali

Prendo spunto dalla recente pubblicazione di due importanti Report di livello mondiale per provare a tracciare una ipotetica Mappa di quali potrebbero essere gli scenari futuri per le politiche di Formazione e di Educazione nell’era delle Intelligenze Artificiali (IA).
La necessità non è tanto quella di individuare un fabbisogno ormai condiviso in larga massima (potenziare l’acquisizione di maggiori competenze tecniche in materia e la capacità di adattarsi alla complessità dei nuovi cambiamenti) ma cercare di individuare un percorso concreto per superare il paradigma delle “competenze” del ‘900 e definire con chiarezza quale potrebbe essere il nuovo paradigma formativo-educativo da adottare nel nuovo Millennio per difendere e valorizzare la razza umana nell’ELIGERE FUTURO (scegliere il futuro).

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Le IA possono clonare le personalità umane?

Le IA ci permetteranno di andare oltre la morte? Ossia di clonare il nostro cervello e trasferirlo in un supporto digitale, così da permetterci una “nuova vita”?
E’ questa una delle domande che sempre più frequentemente si stanno ponendo per un futuro prossimo in cui le IA saranno il vero cambiamento della nostra esistenza (momento oramai non più così distante nel tempo).
Non sono poche, infatti, le “visioni” sull’evoluzione della razza umana che si concentrano sull’ipotesi se le IA potranno clonare le identità/personalità, ossia realizzare il back-up di un cervello (con i suoi ricordi e le sue peculiarità comportamentali), per poi trasferirlo in un nuovo soggetto (umanoide o androide che sia) che vada oltre la stessa morte fisica e, quindi, il tanto temuto oblio.

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