Debutta in Estonia la prima Intelligenza Artificiale – Giudice per smaltire i micro contenziosi

Quello su cui avevo inizato a riflettere nel precedente post ha preso forma. In Estonia, il paese europeo che ha scelto la digitalizzazione come suo tratto distintivo a livello economico e culturale, è stato realizzato il primo esempio di Intelligenza Artificiale “Giudice”, ossia in grado di affrontare autonomamente le mico-conflittualità civili che, notoriamente, ingorgano tutti i tribunali mondiali. Solo dopo la sentenza, e comunque solo in pochissimi casi, sarà possibile fare appello a un giudice “umano” per annullare la sentenza della IA “Giudice”.

Il progetto è stato affidato al giovane neolaureato Ott Velsberg che, a soli 28 anni, è già stato assunto come Chief Data Officer (CDO) della Repubblica Estone, sempre all’avanguardia nello spostare in avanti l’asticella dell’innovazione nel rapporto tra informatica e servizi pubblici ai cittadini, (questa volta con riferimento al servizio “giustizia”).

Il progetto è tutt’altro che “fantascientifico”, soprattutto proprio perché organizzato in Estonia. Lo stato baltico di 1,3 milioni di residenti, infatti, è il paese con un sistema di e-Government (amministrazione digitale) se non il più evoluto, sicuramente uno dei più avanzati al mondo.

Uno degli esempi più noti è quello dei database governativi collegati tra di loro: di conseguenza, tutti i bambini estoni, appena nati, sono automaticamente iscritti alle scuole locali della città di nascita, poiché i registri ospedalieri sono condivisi con quelli delle istituzioni scolastiche.

Non solo. Tutti i cittadini estoni hanno l’identità elettronica, votano solo digitalmente e anche il deposito fiscale è elettronico. Il sistema di identità digitale è talmente avanzato e rodato per cui qualsiasi cittadino europeo può richiedere a sua volta la cittadinanza digitale estone (anche non essendovi fisicamente presente), purchè attivi nel paese attività imprenditoriali o economiche e ne paghi localmente le tasse (notevolmente inferiori rispetto alla media europea, irrisorie se comparate con quelle italiane).

Quanto all’Intelligenza Artificiale sono molti i progetti portati avanti e realizzati dall’amministrazione statale in questo ambito. E’ grazie ad algoritmi di apprendimento automatico, ad esempio, che vengono analizzati i CV di lavoratori in cerca di reimpiego. Ancora, è l’IA, non più gli ispettori governativi, che si occupa di valutare se gli agricoltori rispettino le norme per ottenere sussidi statali (1).

Inoltre, il terreno reso fertile dal digitale della pubblica amministrazione ha fatto nascere in Estonia un buon numero di aziende tech digitali che hanno creato molta ricchezza: l’esempio a tutti più noto è quello di Skype, comprato da Microsoft per 8,5 miliardi di dollari. Ma anche TrasnferWise per i pagamenti elettronici e il servizio di ride-sharing Taxify o Pipedrive per la vendita via cloud.

Secondo il governo estone, il passo successivo, per rendere l’amministrazione pubblica sempre più leggera ed efficiente, e quindi per migliorare il servizio ai cittadini, sarebbe quello dell’applicazione degli algoritmi di machine learning anche all’amministrazione della giustizia, e all’attività giudiziaria di risoluzione delle controversie. L’obiettivo è quello di mettere in funzione una IA “Giudice”, in grado di risolvere autonomamente le controversie di piccola entità, fino a 7 mila euro.

Anche se già vi sono stati casi in cui l’IA è stata applicata al settore giudiziario, lo è stato fatto sempre affiancandola ai “giudici umani”: sarebbe questa la prima volta in cui viene data una capacità decisionale ad un algoritmo.

Questo sistema, previsto per la fine del 2019, prevede che le parti in causa carichino i documenti e le informazioni rilevanti nella piattaforma amministrativa statale: il sistema di IA analizza la documentazione e le normative relative più gli altri atti rilevanti (2) e, sulla base di un addestramento andato avanti da tempo su cause già risolte e con l’aiuto di “allenatori” legalmente oltre che digitalmente competenti, emette un giudizio dando ragione a una delle parti e stabilendo gli eventuali risarcimenti. A quel punto si può fare appello davanti a un “giudice umano” ma solo per una serie di limitate motivazioni, e con il rischio di subire un giudizio ancora più pesante da parte del giudice a cui ci si appella..

Secondo gli esponenti del governo, una IA “Giudice” che risolve le controversie più semplici lascerebbe più tempo e risorse a giudici e avvocati per occuparsi delle questioni maggiormente complesse e significative.

L’obiettivo cioè è quello di trasformare la pubblica amministrazione (e quindi tutti i poteri dello Stato) in una serie di infrastrutture leggere, che sappiano sfruttare la tecnologia per muoversi con agilità e velocemente, senza il peso di una burocrazia opprimenti e i legacci di normative inestricabili. “Alcune persone – ha detto Velsberg – temono che se diminuiamo il numero degli impiegati pubblici la qualità dei servizi ne soffrirà. In realtà saranno gli agenti di IA ad aiutarci. Vogliamo che l’amministrazione sia la più leggera e agile possibile”.

In altre parole, si potrebbe immaginare che l’incremento dell’utilizzo delle IA permetterebbe agli umani di migliorare quelle capacità che li rendono superiori alle macchine: empatia, comprensione e magari la distinzione, a volte intuitiva, tra giusto e sbagliato.

Solo due semplici riflessioni in merito:

1 – Siamo solo all’inizio di un processo che porterà progressivamente il genere umano ad affidarsi sempre più alla tecnologia e alle IA, anche per elementi decisionali di non poco conto come quelli in ambito giudiziario. La contropartita dovrebbe essere quella per cui, una volta sgravati delle incombenze più futili, l’uomo concentri la sua attenzione e i suoi sforzi per potenziare sè stesso, il suo essere cittadino del mondo, le sue peculiarità rispetto al mondo animale come la creatività e la capacità di porsi domande (le macchine possono dare solo risposte). Mentre la tecnologia però procede con passi da gigante, la formazione e l’educazione del genere umano verso le sue sfere cognitive più alte e nobili è, sostanzialmente, ferma al palo.

2 – In attesa di vedere come saranno gli scenari sul futuro del genere umano, vi è comunque un presente attivo su cui è necessario vigilare attentamente, come nel caso appena descritto della IA “Giudice”. Siamo sicuri che le sentenze precedenti su cui è stato addestrato l’algoritmo non contengano discriminanti (bias) verso i cittadini non-estoni, o non-europei, o di diverso ceppo storico (non dimentichiamo da dove provengono le repubbliche baltiche). Come possiamo verificare e rendere trasparente il percorso compiuto dalla rete neurale per prendere la sua decisione finale, così da non rendere necessario il ricorso al giudice umano perché le c.d.”Motivazioni” siano tali da consolidare il diritto reale e non quello presunto? E se nel caso in cui la giurisprudenza divenisse così consilidata da far comprendere sin da subito “chi ha torto e chi ha ragione”, quali comportamenti di massa si ingenererebbero tra coloro (in tutta Europa vista la nazionalità digitale) che sapessero sfruttare a loro favore l’orientamento della IA “Giudice”, senza sfavorire altri soggetti meno accorti e meno attrezzati in materia? Quali anticorpi la società tutta e l’e-Government sarebbe in grado di generare al fine di prevenire devianze pericolose?


(1) Le immagini satellitari, catturate dall’Agenzia Spaziale Europea tra maggio e ottobre, sono acquisite da un algoritmo che le sovrappone alle mappe dei campi i cui lavoratori ricevono i sussidi: l’algoritmo determina a questo punto se il taglio c’è stato oppure no, sulla base dei pixel dell’immagine. Due settimane prima della scadenza per effettuare le operazione di taglio, il sistema manda automaticamente agli agricoltori una notifica via email, con tanto di immagine satellitare del loro terreno. Ott Velsberg afferma che tale procedura ha già fatto risparmiare 665 mila euro all’amministrazione, per via del fatto che gli ispettori (persone fisiche) hanno dovuto fare meno visite sui luoghi, e che vi sono altre decine di procedure di questo tipo in fase di implementazione.

(2) L’Estonia non ha un sistema giudiziario differente in maniera significativa da quello degli altri Paesi europei o particolarmente evoluto. Tuttavia, la disponibilità di una infrastruttura informatica tale per cui la vita burocratico-amministrativa (e imprenditoriale) in quel Paese è sostanzialmente “paperless”, facilita l’introduzione di un sistema in grado non solo di ricevere la documentazione elettronica delle parti ma anche di confrontarla con normative, atti depositati, regolamenti, contratti smart, e trarre delle conclusioni. Non un sistema intelligente nel senso rivoluzionario del termine, ma un modo per rendere autonomi giudizi non risolvibili in maniera semplicemente automatica su cause di piccola entità (in cui bisogna ricostruire qualcosa di più che non un semplice adempimento normativa). Un tipo di giudizi che da anni intasa le aule dei tribunali e che spesso si risolve in un nulla di fatto perché gli atti vengono prescritti.

Autore: danieleverdescablog

ARTIGIANO del digitale ed ECOLOGISTA della tecnologia nel mondo del lavoro

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