L’etica delle Intelligenze Artificiali (IA) come fattore competitivo dell’Europa sul mercato mondiale

Inserire i principi di etica nelle Intelligenze Artificiali (IA) sin dalla fase di progettazione. Arrivare alla certificazione etica delle IA e renderla obbligatoria per tutte quelle impegnate in ambiti strategici per la pubblica amministrazione e i processi democratici. Utilizzare la sfera dell’etica delle IA e la loro certificazione come fattore competitivo dell’Europa sul mercato mondiale.Sono questi gli elementi che ritengo di maggior interesse nella recente deliberazione del Consiglio Europeo che approva e sostiene il documento della Commissione Europea Piano Coordinato sull’Intelligenza Artificiale.

Ormai può considerarsi quasi un dato di fatto la consapevolezza, almeno a livello dei piani decisionali politici e industriali, che l’IA sarà il prossimo fulcro di qualsiasi politica economica, sociale, commerciale, imprenditoriale. E che sicuramente l’Europa avrà necessità di tenersi al passo con gli altri grandi competitors internazionali come gli Stati Uniti, la Cina e la Russia, non fosse altro che per problemi di sicurezza militare e geopolitica.

Sono tutti altrettanto consapevoli però dei rischi impliciti di questa nuova “corsa all’oro”, non solo dal punto di vista dell’impatto negativo sul fronte occupazionale, ma soprattutto per quel che riguarda il “potere di controllo” che le IA potrebbero esercitare sia sulla sfera pubblica quanto su quella privata.

Ecco perché, in attesa della relazione degli esperti sull’Etica delle IA, la Commissione prima e il Consiglio Europeo poi spingono con forza un sistema di “controllo e verifica” delle IA sin dalla fase della loro stessa progettazione. Quasi un sistema di pesi e contrappesi come quello che garantisce la stabilità delle democrazie occidentali (Check e Balance).

E che questa necessità sia fortemente sentita lo si evince anche dal fatto che sia la Commissione che il Consiglio arrivano a individuare un quadro tecnico-normativo che permetta la “certificazione” delle IA dal punto di vista etico e delle responsabilità (soprattutto in quei processi dove non viene richiesto l’intervento umano nel momento delle decisioni), rendendolo obbligatorio per quelle aree strategiche sia per le democrazie che per il mercato come, ad esempio, le elezioni politiche o gli scambi finanziari.

Ed è qui che interviene un elemento di assoluta novità, di importanza davvero strategica sia per la protezione dei diritti umani (autodeterminazione e privacy) che per le ricadute sull’economia globale dell’Unione Europea: sfruttare l’etica delle IA come fattore competitivo.

Il ragionamento non è del tutto nuovo e viene anche dall’esperienza in corso del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR – General Data Protection Regulation). Attivo da maggio del 2018, ha ottenuto un consenso a livello planetario (ossia come modello da seguire) dopo lo scandalo di Cambridge Analityca (Facebook) e le presunte “influenze” russe sulle elezioni americane tramite i social network, certificando il sistema europeo come un modello di “stabilità e protezione”, elementi questi ultimi fondamentali per orientare gli investimenti delle imprese (soprattutto se di livello internazionale). Di fatto, la “fiducia”, il grande valore assente in questa fase storica della geopolitica economica mondiale (dove presente invece, diventa esso stesso un fattore di sostegno e sviluppo degli ecosistemi sociali e produttivi).

È quasi ovvio che una IA “Eticamente Certificata”, potrebbe essere un volano di sviluppo economico e sociale a scala mondiale (per l’Europa) se riuscisse a creare un clima di fiducia nei consumatori/cittadini per cui:

  • Mi fornisce le notizie corrette e verificate e non le “fake news” di cui oggi siamo invasi, soprattutto sui social;
  • Sopporta i miei medici nelle loro diagnosi-cure basandosi sui dati sanitari mondiali scientificamente provati (in termini di efficacia di cura) e non sul ritorno economico delle multinazionali dei farmaci o dei complessi sanitari privati;
  • Seleziona il mio curriculum vitae tra milioni sulla base del valore delle competenze e delle conoscenze e non sulle origini etniche o le scelte religiose;
  • Mi supporta nelle scelte d’investimento o finanziarie sulla base dei principi di sostenibilità etica o ecologica dei fondi (azioni/imprese) e non sulla mera redditività a breve termine, indifferente alle conseguenze occupazionali o sociali delle scelte effettuate su milioni di persone;
  • Propone i ristoranti in cui prenotare una cena sulla base della qualità del cibo servito e del rispetto della tradizionale locale (ad esempio: “km zero”) e non soltanto in base a quanto hanno pagato per essere sempre i primi ad apparire in cima alla lista (o quante stelle “fake” hanno ricevuto o sui commenti positivi costruiti dalle stesse IA e non da clienti veri …);
  • Mi suggerisce gli abiti da acquistare in base alla sostenibilità ambientale dei materiali con cui sono realizzati, della produzione artigianale con cui sono imbastiti e della bassa tossicità dei componenti con cui sono colorati o rivestiti, evitando invece le produzioni che sfruttano i bambini al lavoro o che non si aprano ai controlli di agenzie indipendenti;
  • Mi fornisce consulenza sui fondi pensionistici o sanitari basandosi sulla loro solidità e trasparenza finanziaria, invece che proporre offerte altisonanti e altamente “risparmiose” (ma che nascondono franchigie elevate o livelli di copertura delle prestazioni assolutamente di infimo livello);
  • Seleziona architetti, ingegneri o imprese per la ristrutturazione dell’abitazione sulla base della qualità del lavoro svolto (qualità dell’abitare) e sui livelli di risparmio energetico ottenuto e non invece, sulla mera proposta economica “Low Cost”, cui sottintendono spesso lavoro nero e materiali di bassa qualità o altamente tossici.

L’elenco potrebbe proseguire ancora e gli ambiti in cui le IA influenzeranno la vita quotidiana di ognuno di noi sono, praticamente, infiniti.

Ecco perché va accolta con grande favore la proposta di rendere l’Etica (e quindi la fiducia) uno dei fattori strategici per rendere più competitiva l’economia europea basata sulle IA.

Ma sarà altrettanto importante per noi cittadini/consumatori vigilare perché i soggetti che opereranno nella certificazione etica delle IA siano davvero soggetti competenti in materia e indipendenti dalle influenze politiche ed economiche.

La partita è ancora agli inizi ma la strada è ormai tracciata: eligere futuro (scegliere il futuro) è il passo più importante per garantire una prospettiva al genere umano, non solo in termini di nuove generazioni.

Autore: danieleverdescablog

ARTIGIANO del digitale ed ECOLOGISTA della tecnologia nel mondo del lavoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...