App x Cantiere: primo corso alla Scuola Edile di Belluno

Con grande piacere oggi ho avuto l’onore di tenere la prima parte del corso di aggiornamento sulle App per gestire il cantiere direttamente dal telefonino con un approccio totalmente digitale. Evento organizzato dal mio stimatissimo amico e collega Danilo De Zaiacomo, Direttore della Scuola Edile di Belluno.

Il corso ha come novità non tanto il tema, su cui da tempo sono impegnato in una road map sul territorio italiano, ma i destinatari e, quindi, la modalità didattica con cui si svolge.

Per la prima volta, infatti, il corso non è stato finalizzato ai professionisti di cantiere (architetti, ingegneri, geometri), ma a imprenditori, tecnici d’impresa e capimastri. Ossia destinato a trasferire un nuovo approccio di lavoro proprio a coloro che, a vario ruolo, sono i reali protagonisti del processo costruttivo edile: le imprese, i loro titolari, i loro responsabili di cantiere, i loro capimastri (o capicantiere).

Ecco perché il corso è stato riservato solo a 10 partecipanti: per permettere di simulare, singolo cellulare per singolo cellulare, la vita di cantiere e di gestirla attraverso le App come WhatsApp, Facebook, Google Calendar e Google Keep.

I partecipanti al corso di aggiornamento organizzato dalla

E di poterlo fare coordinando non solo l’uso differenziato delle App a secondo del ruolo (il “Gruppo Cantiere” su Whatsapp, ad esempio, ha funzioni diverse sia per l’imprenditore, che ne è l’amministratore, che per i capicantiere, che ne sono i terminali operativi fondamentali), ma anche per farlo da telefonini con sistemi operativi diversi (chi Android, chi iOS e chi Windows), e con impostazioni interne completamente diverse (non tutti avevano installato Google Assistant e, quindi, non potevano interagire vocalmente al posto dell’uso della scrittura tradizionale).

E’ evidente che un aggiornamento professionale dell’uso del telefonino, a partire da capimastri non italiani (divertentissimo vederli dettare messaggi vocali nella propria lingua e trovarseli in tempo reale trascritti in italiano … grazie all’integrazione tra WhataApp e Google Traduttore) sino ad arrivare ai titolari delle imprese (alcuni già “social” mentre altri no), passando per i tecnici d’impresa (impegnati a coordinare le esigenze dei due estremi: lavoratori e imprenditori) abbia richiesto tempo e dedizione per ogni singolo telefonino, per ogni singolo retroterra culturale, per ogni singola disponibilità ad aprirsi ad un nuovo mondo; ma anche per chi, appena finito il 4° anno della Scuola Edile, era già a conoscenza dei meccanismi delle App e richiedeva un livello di approfondimento e sofisticazione ben maggiore degli altri partecipanti, vista anche la sua giovane età.

Un tale mix di telefonini, ruoli ed esigenze culturali non poteva essere gestito se non con un rapporto uno-a-uno, con il proprio telefonino, con il proprio grado di esperienza, con la propria predisposizione (o diffidenza) a usare le App social in cantiere.

Ed ecco perché solo pochi e selezionati partecipanti: per poter trasmettere ad ognuno di loro, sul loro personale telefonino, sulla loro personale rubrica, sulle loro personali impostazioni, tutta l’assistenza necessaria (non solo tecnica ovviamente) per poter transitare nell'”Altromondo” digitale e di renderselo familiare, di sentirlo funzionale alle proprie esigenze, che siano di capomastro o di imprenditore.

E debbo dire che il primo test è stato una sfida anche per me, come docente: 8 ore di lezione il sabato, con una bellissima giornata assolata nel bellunese, sono un mix di componenti che non hanno certo reso semplice il processo di “superamento” della diffidenza inziale e il successivo coinvolgimento e partecipazione soddisfatta al corso.

Ma il cambiamento è avvenuto.

E sabato prossimo inizia la seconda parte, ossia la seconda sfida.

Sempre di fronte a pochi e selezionati partecipanti, sempre con diversi ruoli ed esigenze (e anche lingue), ora che la diffidenza iniziale è stata superata, sperimentare come sia possibile passare a un livello di maggiore sofisticatezza nell’uso degli strumenti App per il cantiere. Ossia come rendere le normali App di Google (Calendar, Keep, Events e Hangout) e di Facebook (Gruppi e @Workplace) gli strumenti ordinari di gestione non solo del cantiere ma della organizzazione stessa delle imprese del settore edile e delle costruzioni.

Senza spendere un euro e senza nessuna formazione specialistica di mesi (come per i software), ma semplicemente con l’utilizzo quotidiano di App ben conosciute e che, se comprese in modo più consapevole lavorativamente, possono permettere di gestire con minor tempi e maggiore efficienza un numero superiore di cantieri a parità di risorse impegnate.


Autore: danieleverdescablog

architect of information & ethical designer

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