Anche gli studi legali iniziano a utilizzare Whatsapp e Facebook per ottimizzare i rapporti con i clienti

Non nascondo una certa soddisfazione nel riportare un articolo apparso recentemente sul Sole 24 Ore (il quotidiano di Confindustria, meglio conosciuto come il giornale degli avvocati e dei commercialisti) in cui si da per la prima volta conto della nuova tendenza degli studi legali nell’utilizzo di Whatsapp e Facebook per ottimizzare i rapporti con i propri clienti. Anzi, nello specifico, viene consigliato proprio dal Sole 24 Ore un maggiore uso delle App Social per efficientare i tempi di lavoro degli studi legali.

Che l’uso delle App sia un nuovo trend gestionale anche per chi non esegue lavori intellettuali di trincea come Direzione Lavori e Sicurezza Cantieri lo si può dedurre anche dal titolo dell’articolo: “SOCIAL E WHATSAPP ALLEATI NEL RISPARMIO DI TEMPO”.

Non solo, infatti, viene proposto l’uso delle liste chiuse di Whatsapp (Broadcast, per i cultori dell’App) come strumento per efficientare i tempi delle comunicazioni con i clienti, ma addirittura si invita ad assumere come strategia lavorativa la programmazione delle relazioni con i vari utenti dello studio legale tramite i Social Network.

Se anche gli studi legali (e suppongo anche quelli dei commercialisti o dei consulenti del lavoro o dei notai), notoriamente piuttosto conservatori per quel che riguarda l’innovazione delle procedure o l’adozione di nuove tecnologie, stanno iniziando a percorrere questa strada, potrebbe voler dire che non era per niente peregrina l’ipotesi dell’evoluzione delle professioni intellettuali verso ciò che mi permetto di definire come il divenire “Artigiani del Digitale“, ossia i precursori di un nuovo modo di svolgere la propria professione nell’era delle Intelligenze Artificiali.

Articolo del Sole 24 Ore del 07.01.2019

Anche nella tabella allegata all’articolo (Il decalogo per gestire lo studio in modo organizzato ed efficiente), seppure ancora ritrosi a scambiare documenti con i clienti via Social (da capire perchè giuridicamente via mail si e social no …, come se le prime fossero più sicure …), nei primi due punti viene dato particolare rilievo alla possibilità di efficientare i tempi dello studio:

  • Utilizzando App per monitorare i tempi di lavoro e gestire gli appuntamenti in modo condiviso e ordinato;
  • Programmando un tempo quotidiano da dedicare ai social e alla comunicazione istituzionale dello studio (evitando selfie e autocelebrazioni, suggeriscono).
Decalogo allegato all’Articolo del Sole 24 Ore

In realtà i consigli sono ancora “terra terra” e ben lungi da prospettare quelli che sono non solo i benefici organizzativi più avanzati nell’uso delle App social (siamo ancora distanti da concepire la gestione delle comunicazioni di uno studio legale tramite il Gruppo di Facebook o @Workplace), ma soprattutto come cambierà drasticamente il ruolo delle professioni intellettuali in questa fase di progressivo inserimento delle Intelligenze Artificiali in procedure come, ad esempio, la Due Diligence.

In ogni caso è comunque un segnale importante (una punta di Iceberg) se anche il blasonato quotidiano confindustriale inizi a segnalare nuove modalità di gestione del proprio lavoro, confermando come la Rivoluzione Digitale stia muovendo i suoi primi passi non solo nell’industria manifatturiera tradizionale (Industry 4.0), ma anche in quelle professioni intellettuali che, anche per questioni anagrafiche, sono sempre state molto restie ad adottare il punto di vista dei Millenials (o di noi Artigiani del Digitale).


Autore: danieleverdescablog

architect of information & ethical designer

3 pensieri riguardo “Anche gli studi legali iniziano a utilizzare Whatsapp e Facebook per ottimizzare i rapporti con i clienti”

  1. Bravo Daniele
    Bell’articolo, gran bell’articolo

    Stavo riflettendo sull’utilizzo dell’immediato Whatsapp o del più impegnativo gruppo Facebook

    Credo sia solo questione di pensarci, partire, capire a cosa serve e come utilizzarlo
    Anche perché credo sia stata la stessa identica situazione di quando subentrò il fax, la mail, il telefonino ecc

    Pensarci
    Capire a cosa serve, individuare vincoli e vantaggi ed introdurlo piano-piano nel proprio modo di lavorare

    Si Daniele, gran bell’articolo

    Cordiali saluti
    Francesco

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    1. Ciao Francesco e grazie per i complimenti: da persone del tuo livello fanno particolarmente piacere.
      Concordo con te che siamo ancora alla stessa percezione del cambiamento che avvenne con l’arrivo del fax (e poi mail e poi telefonino …).
      Lo scopo, questa volta, è far crescere una maggiore consapevolezza del futuro delle professioni intellettuali nell’era delle intelligenze artificiali.
      Se avrai voglia e modo hai la mia piena disponibilità ad organizzare un seminario a Firenze sulle nuove tecnologie per gestire gli studi professionali e comprendere i cambiamenti in corso (e anche i rischi) con l’arrivo delle IA.

      Piace a 1 persona

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