INDUSTRY 4.0 | Cos’è e perché è importante il rapporto con l’homo faber

Da tempo chi mi segue mi pone sempre più frequentemente la domanda fondamentale su cosa sia effettivamente Industry 4.0, ossia se esistano degli standard progettuali e/o esecutivi che permettano di tracciare un confine quanto meno chiaro – non definitivo – ma sicuramente adatto a comprendere questo fenomeno in forte evoluzione, al pari di quanto accadeva ai primi del secolo scorso quando muoveva i suoi primi passi la c.d. Rivoluzione Industriale (ma anche la stampa di Gutemberg fu una rivoluzione industriale e culturale …). Ma quello che maggiormente appassiona chi opera come Artigiano del Digitale sono le motivazioni per cui in una nuova rivoluzione industriale 4.0, il cui perno sono le IoT e i Robot (e i CoBot), possa dirsi strategico il rapporto tra uomo e macchina, il cui spessore determina il reale valore aggiunto di una trasformazione. Provo allora a dare una lettura possibile, uno sguardo d’orizzonte su un oceano immenso, ancora del tutto inesplorato, senza dimenticare quale ruolo possiamo avere noi Artigiani del Digitale nel confronto con i Big della tecnologia e della scienza.

Senza pensiero diventiamo vittime della tecnica,
fabbrichiamo cose senza capire quello che facciamo,
ci fermiamo al «come fare» senza chiederci «perché fare»,
siamo «animal laborians» invece che «homo faber».

Hanna Arendt

Su cosa possa essere effettivamente (e tecnicamente) INDUSTRY 4.0l’Industry 4.0 ritengo possa aiutarci un recente articolo-dossier del Sole 24 Ore Nova, in cui sono analizzati in dettaglio quali sono gli standard industriali che in questo momento caratterizzano una trasformazione produttiva in termini di vera e propria Industry: Rami 4.0; Cps; Sap; Mes, ecc..

La scelta dell’articolo deriva non tanto da una corretta, seppur sintetica descrizione degli standard industriali che si stanno facendo strada nel mondo della produzione, quanto dal titolo stesso del dossier: Il lato umano della fabbrica intelligente.

Vengono portati come esempi due imprese italiane (Decisyon e Solair), recentemente finanziate ed acquistate da colossi come Microsoft o Venture Capital americani: l’interesse USA non deriva solo dalle tecnologie ma, soprattutto, dal fatto che l’interazione con l’uomo (lavoratore faber) è insita nella tecnologia stessa (embedded), ne costituisce, anzi, il vero valore aggiunto.

ARTICOLO NOVA 24 - INDUSTRY 4.0
Leggi l’articolo di NOVA 24

A completare il quadro prima descritto, per chi volesse ulteriormente approfondire come i predetti standard si andranno a configurare negli scenari produttivi italiani, suggerisco la rapida lettura delle ipotesi operative predisposte dal Governo, in attesa di poter avere in Gazzetta Ufficiale il tanto attesto decreto, appunto, Industry 4.0.

Leggi le 10 Raccomandazioni del Governo Italiano

In conclusione, per quel che riguarda il ruolo degli Artigiani del Digitale, segnalo:

Anche questi sono piccoli ma significativi esempi degli spazi che si stanno aprendo, dalla fase della formazione a quella del divenire protagonisti di un presente liquido, in continua evoluzione, con una competitività ad alta densità digitale.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da danieleverdescablog

architect of information & ethical designer

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